Stelle e meteore nel cielo di Sanremo

Fiumi di parole...a caso

Ma la sera a casa di Luca scorrono fiumi di parole. Si incontrano persone inutili, qualche ragazza del sud, qualcun’altra anche brutta e certamente si beve gazzosa.
Se sarete fortunati potrete anche incontrare il vero amore, sempre ammesso che lui non vi congedi con un imperativo: “Non amarmi, rivoglio la mia vita”.
Vi è venuta voglia di cantare? Il ritornello era lì, acquattato da anni in un angolo del cervello ed è bastato un piccolo stimolo per risvegliarlo. Ci sono canzoni che sopravvivono alle stagioni, valicano il confine tra le generazioni e si trasformano in frasi fatte, tormentoni e patrimonio comune. Ma chi le ha cantate che fine ha fatto?

Mancano pochi giorni all’inizio dell’edizione numero 61 del Festival di Sanremo, la più grande fucina di talenti incompresi e successi dimenticati che la musica conosca. Nel 1983 Vasco Rossi con “Vita Spericolata” si classificò penultimo. La palma la vinse Tiziana Rivale con “Sarà quel che sarà”. Alzi la mano chi ricorda la prima. La alzi invece chi conosce la seconda. Lo stesso discorso vale per un imberbe Zucchero, ugualmente penultimo nel 1985 con “Donne”. A trionfare furono i Ricchi&Poveri con “Se m’innamoro”.
Negli anni è anche passata la voce che vincere, o avere successo, al Festival della Canzone Italiana portasse una certa sfortuna. Un discorso vale per buona parte dei cantanti che, dopo un bruciante successo sul palco dell’Ariston, sono scomparsi dalle scene.
Esempio per tutti i Jalisse, più noti per l’essere stati una meteora che per la carriera musicale. Qualcuno, dopo la vittoria del 1997 con “Fiumi di parole”, cercò anche di trasformarli in personaggi mediatici, speculando sulla loro relazione sentimentale. Stanno o non stanno insieme? Stavano insieme e il gioco durò poco, meno della loro ribalta.

Stesso discorso vale per i toscani Aleandro Baldi, Paolo Vallesi e Alessandro Canino. “Non amarmi, “Le persone inutili” e “Brutta” hanno spopolato alla radio a metà degli anni ’90.

Silvia Salemi

Poche le tracce che i tre hanno lasciato dopo la settimana in Riviera. Due belle ragazze, capelli corti e piglio rock, illuminarono con la propria voce le serate sanremesi del 1995 e del 1997. Lighea e Silvia Salemi sembravano destinate a competere con altre due primedonne uscite dall’Ariston: Irene Grandi e Giorgia. Si sono perse per strada, Lighea avrà probabilmente riavuto indietro la propria vita, come cantava a pieni polmoni, la Salemi avrà trascorso troppe sere “A casa di Luca”.

I giovani Gazzosa, clone nazionale del baby-gruppo americano Hanson, saranno cresciuti, i Ragazzi Italiani saranno diventati uomini e gli auguriamo di aver trovato il “Vero amore”.

Forse nemmeno il conduttore di questa edizione festivaliera, Gianni Morandi, si ricorda di Barbara Cola. Eppure con lei, voce potente e grande presenza scenica, conquistò un inaspettato secondo posto nel 1995 con la melodica “In amore”.

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Sguardo maligno di Dio/ Zucchero e catrame
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